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IL SONDAGGIO DI NOTO. CORONAVIRUS. Lega, Pd, 5 Stelle, FdI, FI, Renzi: CHI CRESCE E CHI PERDE

           

NAPOLI(Gianluigi Guarino) Tra il sondaggio, in verità un pò pigro e che poco realisticamente assorbe in sè gli effetti di questa epocale quarantena nazionale, che mai si era verificata nella storia del nostro paese nemmeno durante le due grandi guerre, effettuato da SWG per Enrico Mentana, e quello, sicuramente più movimentista e movimentato, di Renato Mannaimer, pubblicato nelle ultime 24 ore, il lavoro realizzato dal sondaggista (e non solo) napoletano Antonio Noto che lo ha presentato ieri sera nel corso della puntata di Porta a Porta, ci sembra di gran lunga il più equilibrato, perchè coglie, a nostro avviso, in maniera corretta, le sollecitazioni, peraltro prevedibilissime, che questa situazione pazzesca, questa catastrofe nazionale, ripetiamo, senza precedenti, crea nella psiche collettiva e che non può non riverberarsi sulle intenzioni di voto, innescando dinamiche importanti, soprattutto nella fascia dei cosiddetti indecisi. 

E’ chiaro che per il governo di Giuseppe Conte il coronavirus non è stato un castigo divino, così come lo si può avvertire a carico dei popoli e del nostro in particolare, ma una manna caduta dal cielo. Un governo senza prospettiva, senza bussola, con interpreti molto mediocri, e come tali, incapaci di creare delle scalette che assomigliassero ad una strategia evoluta dei vari settori della vita nazionale, ha potuto, infatti, concentrarsi su una questione tanto complessa per i pericoli potenziali, ma anche per le sue conseguenze effettive e visibili nella carne e nelle ossa di chi chiamava, guarisce o muore a causa coronavirus, quanto semplice, paradossalmente semplice da affrontare, dotata e automunita com’è, di un canovaccio obbligato in cui le cose da capire, da interpretare sono ben poche e nulla c’è da elaborare soggettivamente, da sfumare, da ritoccare. Una condizione che riduce, di per sè, per un fatto meramente oggettivo, il margine di possibile errore.

Non è che se al capo del governo ci fosse stato Berlusconi, Zingaretti, Salvini o la Meloni si sarebbe potuto fare diversamente rispetto alla chiusura, quasi totale, dell’Italia intera.

Insomma, Conte e i suoi ministri non si devono sforzare. Minimo sforzo, massimo risultato.

Iper presenza nei media, facce compunte e la narrazione scontata su un popolo che deve unirsi necessariamente alla sua nazione e a chi la governa. 

Uno potrebbe ritenere, a questo punto, che tutti i partiti che appoggiano il governo si giovino del fatto di essersi trovati al posto giusto nel momento giusto. E invece non è così. Il sondaggio di Antonio Noto, che pubblichiamo in calce a questo articolo, nella sua versione integrale, registra, invece, un aumento sostanzioso del solo partito democratico, che, in un mese, guadagna 4 punti, passando dal 17,5% al 21,5%. I 4 punti guadagnati dal Pd, somigliano molto ai 3 punti e mezzo persi dai 5 Stelle che passano dal 17,5% al 14%. Non eccessivamente significativo l’incremento dello 0,5% del partito di Renzi, mentre l’ala più a sinistra della coalizione di governo, perde un punto secco passando dal 2% all’1%.

Ora, siccome non pensiamo che il coronavirus, piombato nella vita del segretario nazionale dei democrats Nicola Zingaretti abbia potuto spostare una milionata di voti; non è improbabile che l’uomo più visibile e più fortunato di questa fase, cioè Giuseppe Conte, sia percepito come il leader di una coalizione e non come una espressione diretta del Movimento 5 Stelle. Guardando il sondaggio di Noto, ci punge l’ingegno: e se Conte diventasse un leader di fatto del Pd che, a quel punto, andrebbe a vampirizzare definitivamente i grillini?

Veniamo al centrodestra. Per SWG, la Lega resta al 31%, per Mannaimer precipita al 28%, per il sondaggio di Antonio Noto, si attesta al 29,5% che comunque rappresenta un 2,5% in meno rispetto ad un mese fa. In poche parole, Salvini paga di più, a nostro avviso, perchè la sua è percepita come una posizione di contraltare a Conte, di leader in pectore della coalizione di centrodestra, di principal competitor con l’obiettivo di diventare presidente del consiglio.

Non sappiamo ancora, se Salvini pensa effettivamente ciò. Ma conta solo che venga percepito come tale. Dunque, il leader della Lega, che è in pratica la Lega, perde prevedibilmente il confronto con Conte, perchè questi ha la fortuna di poter giocare il jolly del coronavirus dalla posizione di chi bada alla salute del popolo e ne protegge il destino. 

Speriamo che presto il bravo Antonio Noto dovrebbe mettersi a lavorare anche un pò sui flussi per capire quanti di quelli che dicevano di voler votare la Lega un mese fa, optano oggi, invece, per un’altra soluzione, sempre intorno al centrodestra: Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni passa infatti dal 10 al 14%. Il più 4 parifica l’incremento che, dall’altra parte, ha avuto il Pd.

Al sud, dei voti moderati si stanno spostando dalla Lega a FdI? Non lo possiamo dire, perchè occorrerebbe, appunto, un’indagine sui flussi che al momento ancora non c’è.

Mannaimer sostiene che Forza Italia sia cresciuta dal 6% al 7%. Antonio Noto, al contrario, la dà in flessione dal 7% al 5,7%. Non sappiamo se questa stima è stata fatta prima o dopo la pubblicazione della notizia della donazione di 10 milioni di euro fatta da Berlusconi per combattere il coronavirus. Ma questo, semmai, lo domanderemo direttamente all’amico Antonio Noto.

L’elenco dei partiti e movimenti del centrodestra si chiude con l’1,3% accreditato a “Cambiamo”, il partito fondato qualche mese fa dal governatore della Liguria Giovanni Toti, con un decremento dello 0,2%, rispetto al dato stimato un mese fa.

Al momento, il totale dei partiti di centrodestra è del 50,5%, invariato rispetto ad un mese fa perchè le perdite accusate dalla Lega, da Forza Italia e da Toti sono assorbite completamente dalla crescita di Fratelli d’Italia.

Il centrosinistra di governo, invece, si attesta al 40,5%, perdendo uno 0,5% rispetto al 41% di un mese fa. In linea di massima, frazionato, rimanendo sostanzialmente invariato rispetto a 30 giorni fa. Il resto, il 9% se lo spartiscono Più Europa che mantiene stabile il suo pur risicato 1%, Azione, cioè il partito fondato di recente dall’ex ministro Calenda, che però perde un punto secco passando dal 3 al 2% in un mese, i Verdi che crescono di mezzo punto, attestandosi all’1,5% ed altri movimenti e partitini sparsi che secondo Antonio Noto valgono il 4,5%, cioè un punto in più di quanto valevano un mese fa.

QUI SOTTO LA TABELLA ILLUSTRATA IERI SERA DA ANTONIO NOTO IERI SERA DURANTE LA TRASMISSIONE PORTA A PORTA