Nolano

Il boss Cutolo resta al 41bis, il tribunale dice ancora una volta no alla scarcerazione

           

OTTAVIANO – Per Raffaele Cutolo “non appare ricorrere con probabilità il rischio di contagio da Covid-19”: lo scrivono i giudici del tribunale di Sorveglianza di Bologna nell’ordinanza che ha rigettato il ricorso della difesa del boss che rimane dunque detenuto a Parma in regime di 41 bis. Secondo il tribunale, non solo “nessun detenuto è risultato positivo al Covid nel carcere di Parma”, ma le informazioni acquisite presso il dipartimento salute pubblica dell’Ausl di Parma “segnalano che ‘l’evoluzione dell’epidemia nel tempo e nello spazio su base regionale rientra nella curva discendente”.

 Il boss della Nco Raffaele Cutolo resterà nel carcere di Parma e non potrà beneficiare degli arresti domiciliari in una struttura sanitaria. Il tribunale di Sorveglianza di Bologna ha respinto il secondo ricorso presentato da Gaetano Aufiero, difensore del 78enne boss detenuto ormai da 42 anni, la maggior parte dei quali in regime di 41 bis. Il 12 maggio scorso era stato il magistrato di Reggio Emilia a respingere l’istanza dell’avvocato, che aveva presentato una corposa documentazione medica sulle diverse e gravi patologie del boss peraltro ricoverato in gravi condizioni nell’ospedale di Parma nel febbraio scorso.

 In tanti anni di detenzione Raffaele Cutolo “non ha mai mostrato alcun segno di distacco dalle sue scelte criminali”. Lo evidenzia il tribunale di Sorveglianza di Bologna, citando un colloquio avuto in carcere il 22 luglio 2019 da Cutolo con il giornalista Antonio Mattone, riportato da Il Mattino, durante il quale il boss ha rivendicato la “giustezza” di alcune scelte operate, affermando di avere “fatto anche del bene”, di non aver ordinato atti delittuosi indiscriminati (come i gruppi criminali attuali). In sostanza, ragiona il tribunale, “facendo trasparire il proprio ruolo carismatico che aveva favorito la ‘unione’ di più gruppi”. Per il tribunale, dunque, le condizioni di salute valutate anche in ragione dell’età, non sono tali da eliminare o ridurre grandemente il pericolo di recidiva di un uomo che negli anni Ottanta era considerato il leader indiscusso della Nuova Camorra Organizzata, da lui fondata.