Gettonopoli, congelati i compensi nella seconda municipalità. Consiglieri sul piede di guerra: lettera al Segretario Generale del Comune

NAPOLI – Tra le più agguerrite ed anche quella a cui hanno negato il maggior numero di gettoni di presenza c’è la consigliera municipale del Movimento Cinque Stelle, Rita Manfredi (ovviamente non è parente del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi). “Su trenta presenze in commmissione municipale e quindi altrettanti gettoni a cui ho diritto mi hanno comunicato che soltanto sette sono valide e quindi tutti gli altri emolumenti sono stati congelati. Sono soldi nostri, noi lavoriamo: facciamo i consiglieri nei quartieri e per il riconoscimento del gettone è sempre bastata la presenza”. Sul piede di guerra i consiglieri della seconda municipalità (Avvocata, Montecalvario, Mercato, Pendino, Porto, S.Giuseppe) a cui tramite pec inviata dal direttore della seconda municipalità, l’architetto Maria Iaccarino, non sono stati riconosciuti la maggior parte dei gettoni di presenza. In termini economici si tratta di cinquanta euro lordi a gettone. Motivo per cui è già pronto un documento dei consiglieri municipali che contestano la decisione ricevuta e indirizzato al Segretario generale del Comune di Napoli. “I direttori di municipalità – si legge nella lettera – stanno subordinando la liquidazione del gettone al requisito della relazione per ogni commissione congelando commissioni e pagamenti”.

LA LETTERA AL SEGRETARIO GENERALE – La questione è la seguente: secondo il direttore di municipalità per ottenere il pagamento del gettone occorre produrre una relazione per ogni commissione. Secondo quanto sostengono i consiglieri richiamando gli articoli 62 c3 e 62 bis del regolamento comunale è sufficiente “l’effettiva partecipazione a sedute formalmente convocate attestata da un verbale” mentre la relazione “è richiesta solo per inserire un nuovo argomento all’ordine del giorno su iniziativa dei singoli componenti e non per ogni comissione ordinaria” come si legge ancora nella lettera.

“Per vent’anni si è fatto così: la presenza e il verbale sono sempre stati gli unici requisiti per ottenere il gettone, ora improvvisamente si vuole procedere in modo diverso” dichiara il consigliere municipale di Adesso Napoli, Emilio Oriente che ha preparato il documento coadiuvato da un avvocato. L’atto sarà presentato nel Consiglio municipale di martedì prossimo, firmato dagli altri consiglieri ed inviato al Segretario Generale del Comune. “Anche nel mio caso su una ventina di presenze – racconta Oriente – il direttore di municipalità ha riconosciuto soltanto sei gettoni, congelando tutti gli altri perchè secondo una nuova interpretazione si ritiene non siano conformi al regolamento. Ma non è così”. Per queso motivo i consiglieri municipali chiedono un parere scritto al Segretario generale. “Se sia legittimo aggiungere il requisito della relazione ex art.65 oltre a quelli previsti dall’art. 62 bis per erogazione del gettone” e “se il congelamento delle commissioni vìoli gli articoli 64 e 65 e costituisca un’interruzione della funzione istituzionale obbligatoria. Per cui si richiede riscontro entro sette giorni per blocco dell’attività istituzionale”.

L’INCHIESTA DELLA CORTE DEI CONTI – La vicenda è legata a doppio filo all’inchiesta Gettonopoli condotta dalla Corte dei Conti sui compensi percepiti dai consiglieri municipali nelle commissioni dal 2016 al 2026. Una vicenda che scotta con le elezioni alle porte: in caso di condanna, infatti, se un soggetto è debitore nei confronti del Comune non può essere eletto. “Accettare il requisito della relazione come necessario, secondo questa nuova interpretazione del regolamento del direttore Iaccarino – spiega Giuseppe Brandolini (Pd), assessore e vicepresidente della seconda municipalità – significherebbe ammettere che per questi ultimi quattro anni si è sbagliato e gli attuali consiglieri in tal modo sarebbero quindi esposti al rischio di risarcimento”.

“NON SIAMO ACCATTONI” – Nei giorni scorsi la riunione tra i consiglieri e Iaccarino. “Abbiamo chiesto di conoscere quali sono nello specifico le commissioni non riconosciute, di mettere nero su bianco le motivazioni e il verbale della stessa riunione” dichiara Oriente. “Personalmente – dichiara Imma Raiano, consigliera Pd e presidente municipale della Commissione Politiche Sociali – continuerò a convocare la commissione indipendentemente dal riconoscimento dei gettoni perchè il territorio ha bisogno di risposte soprattutto le categorie più fragili. Spesso ci descrivono come degli “accattoni” per il caso gettoni ma il nostro obiettivo è poter svolgere la nostra funzione politica. Al di là della relazione ci sono tanti documenti che attestano la nostra presenza e attività lavorativa nella commissione e nei quartieri”.

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