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CORONAVIRUS. Ora i tamponi si possono fare nell’ospedale di Fuorigrotta. A rischio altre positività a causa di un governatore che ha la testa per spartire le orecchie

           

NAPOLI(g.g.) Meglio tardi che mai. La Campania, come giustamente ha fatto notare l’altro ieri il consigliere regionale Alfonso Piscitelli (CLIKKA QUI PER LEGGERE) è desolatamente maglia nera per il numero di tamponi effettuati. Il nostro governatore era impegnato a girare a cavallo, pardon, in auto, per le strade di Napoli, Salerno, con telecamera a seguito, in modo che fosse ripresa la sua caccia personalissima all’untore, realizzata perchè evidentemente ai suoi occhi, le forze dell’ordine non sono in grado di presidiare il territorio, la regione, tutta assorta ad applaudire il suo condottiero, dimenticava di riflettere su se stessa, sulle clamorose carenze, sulle clamorose inadempienze di cui questo governo regionale si è reso colpevole facendo rimanere in pratica, inapplicato, ad un anno e mezzo di distanza dalla sua approvazione, il piano ospedaliero regionale, che manifestò se stesso con le uniche modalità che interessano a De Luca: ci fece sopra 7/8 conferenze stampa e poi i posti letto che dovevano aumentare di 1.600 unità, forse sono anche diminuiti e le terapie intensive che dovevano sfiorare quota 650 non si sa quanti posti possano esprimere oggi, perchè il governatore si guarda bene confidando sulla colpevole ignoranza degli abitanti non cittadini, della Campania.

Oltre a questo, dimenticava anche di ragionare un attimo sul fatto che l’effettuazione dei test del tampone in un solo luogo, cioè nell’ospedale Cotugno, era a dir poco demenziale, citando testualmente De Luca, tipico di uno che ha la testa per spartire le orecchie. E così, scorrendo i dati quotidiani della protezione civile nazionale, ci si è accorti che la Campania, pur essendo, in pari con il Lazio, la seconda regione per popolazione residente, con quasi 6 milioni di persone, era diventata il fanalino di coda in quanto a test del coronavirus.

Il che, ha creato una situazione allarmante, perchè al momento, con soli 2.512 tamponi fatti a fronte dei 43.535 della Lombardia, dei 13mila e passa dell’Emilia Romagna e ben 35.052 del Veneto, dei 4.851 del Lazio, si rischia seriamente di non individuare tutti i positivi, e se non li invidui, perchè, avendo la testa solo per spartire le orecchie, fai in modo che solo al Cotugno facciano le analisi, succede che l’epidemia non si arresta, anche se i numeri non esplodono perchè rispettando la quarantena, anche i positivi non diagnosticati possono infettare solo i conviventi.

Comunque, un’ennesima brutta figura che la esilarante comunicazione della Regione Campania fa apparire come un grande risultato. Adesso speriamo che non si registri un assalto a questi due ospedali, quello di Caserta e il San Paolo di Fuorigrotta. Un ennesimo pasticcio di De Luca che dovrebbe prendere esempio da Zaia che ha fatto 35mila tamponi e che ora, come si può vedere dalle tabelle pubblicate dalla Protezione civile, ha un numero di casi, inferiori a quelli dell’Emilia Romagna.

Ma al di la di questo, chi ha allargato il numero delle analisi del tampone, ha un sufficiente grado di certezza sull’efficacia assoluta della quarantena per tutti. Cosa che in Campania, invece, non è, perchè noi abbiamo un governatore che ha la testa per spartire le orecchie.