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CORONAVIRUS. “Il mitico test sierologico non ha validità”. De Luca all’attacco dei test rapidi, dopo averli fatti fare a medici e infermieri. IL VIDEO

           
Durante la diretta Facebook, il governatore Vincenzo De Luca ha scherzato sul “mitico” test sierologico, dimenticando forse che la Campania li utilizza già dai primi giorni di aprile

CASERTA – Durante la conferenza stampa di oggi, il governatore Vincenzo De Luca ha utilizzato il registro dell’ironia, come spesso accade, quando ha dichiarato che l’Istituto Superiore di Sanità “non ha convalidato l’efficacia del test sierologico, che per qualche periodo è diventato mitico“. Bene, tutto giusto. È proprio quello che dalla Federfarma e dall’Istituto superiore di sanità stanno dicendo dalla metà di marzo, istituzioni importanti alle quali ci siamo aggiunti anche noi di CasertaCE.

Il problema è che la regione Campania, già il 17 marzo scorso, in un comunicato stampa, dichiarava aver ordinato un milione di questi test rapidi per scoprire un eventuale contagio. E infatti sono già stati eseguiti su buona parte del personale sanitario delle strutture pubbliche campane. Nonostante ciò, solo pochi minuti fa, il presidente De Luca ha ritenuto ci ha spiegato che alcune “realtà locali che si sono avventurati allo sviluppo di test rapidi senza nessuna garanzia di credibilità sanitaria“.

Ma questo sembrerebbe proprio quello che è avvenuto in Campania, considerato l’acquisto di un milione di questi kit e il loro utilizzo già dai primi giorni di aprile. Noi pensavamo che Vincenzo De Luca si fosse allineato alla tesi dei suoi colleghi, che stanno iniziando a utilizzare questo tipo di test, come prova iniziale da fare prima del tampone, invece il governatore campano ha deciso di criticare chi sta portando avanti questa che potremmo potremmo chiamare una “mappatura prima della mappatura”.  Quindi, queste parole sono state pronunciate dopo che negli ospedali campani sono migliaia i test sierologici eseguiti sul personale medico ed ausiliare. Sarebbe interessante capire per il governatore De Luca quale sia il valore di questi test sierologici e perché, se non sono affidabili, li ha fatti eseguire sul personale medico. Ma sarebbe interessante capire perché, dopo averne fatti acquistare un milione, ora si è allineato alla versione ipercritica, dopo averla messa da parte per settimane.

I DUE COMUNICATI DELLA REGIONE CAMPANIA

17/03/2020 – La Regione Campania ha deciso di acquistare e utilizzare i test rapidi per avviare una campagna di screening di massa. L'”Antibody Determination Kit” è stato utilizzato con successo in Cina. I kit ordinati sono un milione e saranno utilizzati su pazienti sintomatici, in particolare nella fase pre-triage. Consentono di avere un risultato non certo ma altamente probabile sull’eventuale positività del paziente, e saranno utilissimi nella gestione dell’emergenza.

30/03/2020 – Nell’ambito della gestione dell’emergenza nazionale COVID-19 la Regione Campania si è prefissata i seguenti obiettivi:

– identificazione precoce dell’infezione da COVID 19 nell’ambito del personale sanitario del SSR esposto al virus;
– identificazione ed instradamento precoce, in percorsi dedicati, dei soggetti sospetti di infezione da Covid 19 che, in ambiente ospedaliero e/o territoriale, possano necessitare di isolamento e cure urgenti.

Per il raggiungimento di tali obiettivi si è dotata di sistemi di rilevazione rapidi che consentono l’individuazione degli anticorpi IgM e IgG anti coronavirus e ha progressivamente attivato 10 laboratori per la ricerca del virus Covid 19 implementando la capacità di effettuare tamponi.
I test verranno utilizzati nella prima fase del protocollo, insieme alla RT-PCR su tampone, per l’individuazione precoce degli infetti e per una valutazione epidemiologica di siero prevalenza nella popolazione, iniziando dai soggetti maggiormente esposti (operatori sanitari delle Aziende Sanitarie inseriti nei percorsi Covid-19 positivi e nelle Reti tempo dipendenti) e dai pazienti sintomatici e/o esposti.

Per garantire una efficace validazione epidemiologica regionale, il percorso di identificazione dei positivi/negativi Covid-19 verrà tracciato attraverso l’utilizzo della piattaforma informatica regionale. Pertanto tutti gli operatori, individuati dalle aziende sanitarie regionali per effettuare test rapido e/o il tampone per la ricerca del Covid-19, sono obbligati, previa raccolta consenso informato dell’utente, ad accedere a tale piattaforma.

L’accesso sarà semplificato tramite la fornitura da parte del Servizio informatico regionale, di una applicazione scaricabile dagli operatori aziendali qualificati su computer, smartphone e tablet.

Nelle aziende sanitarie regionali e laddove possibile, per aumentare la capacità di identificare i soggetti positivi, il test rapido verrà utilizzato con il siero del paziente.

Per dare celere esecutività al protocollo in oggetto le Direzioni Strategiche Aziendali verranno coadiuvate da uno specifico gruppo di lavoro all’uopo istituito lavorando come team multidisciplinare.

I test rapidi verranno utilizzati inizialmente per tutti i pazienti che afferiscono alle seguenti aree:
– Area Ospedaliera di P.S. in pre-triage e triage;
– Area emergenza/urgenza
– Area per le attività ambulatoriali indifferibili come Dialisi, Oncologia e Radioterapia

I test rapidi verranno utilizzati inizialmente in via preliminare per tutti gli operatori sanitari esposti alle aree:
– Area COVID-19
– 118

La fase territoriale di ampliamento dell’obiettivo target prevede anche l’esecuzione del test rapido agli operatori esposti nei servizi sanitari di base e i pazienti sintomatici domiciliari attraverso le Unità Speciale Continuità Assistenziali (USCA) COVID-19.

Al momento i test rapidi verranno effettuati per il solo tramite di strutture pubbliche, attraverso gli operatori opportunamente formati.