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CORONAVIRUS. I primi dati con i tamponi analizzati in più ospedali. 580, più 20% in 8 ore. De Luca ha fatto disastri, ora almeno regole certe sull’emissione dei numeri epidemiologici

           

NAPOLI(g.g.) Quello che pensiamo del governatore Vincenzo De Luca e di come sta gestendo, scelleratamente questa emergenza, concentrato solamente nella promozione della sua immagine in funzione elettorale, i nostri lettori, ormai, lo sanno bene.

Come bene conoscono l’enorme quantità di argomentazioni, più o meno condivisibili, questioni di punti di vista, che abbiamo posto a supporto di questa valutazione fortemente negativa.

Per cui, non indugeremo più di tanto su questo particolare tasto valutativo. Però, il nostro articolo non può non iniziare da quello che abbiamo pubblicato ieri sera (LEGGI QUI) e soprattutto da un altro (LEGGI QUI) che abbiamo pubblicato ieri mattina, quando abbiamo trattato la notizia della estensione delle analisi dei tamponi ad altri ospedali della Campania, diversi dal Cotugno, dove, incredibilmente e demenzialmente, come uno che ha la testa solo per spartire le orecchie può fare, fino ad ora, erano stati convogliati tutti i test con conseguente ingolfamento e, ovviamente, con accumulo di un ritardo grave nel raggiungimento di un numero congruo di tamponi esaminati.

La Campania, seconda regione più popolosa d’Italia insieme al Lazio, ieri dichiarava 2.600 tamponi a fronte dei quasi 10mila del citato Lazio.

Ciò non è stato privo di conseguenze. E’ chiaro che registrandosi un ingolfamento al Cotugno, si sono registrati anche pericolosi ritardi nell’avvio delle procedure di quarantena ed eventualmente di ricovero, di persone sottoposte a tampone negli ospedali locali o dal personale del 118. Questa fase di attesa ha creato probabilmente un sottodimensionamento dei dati della Campania.

Non a caso, ieri sera il 15% di incremento, che risultava dai dati della Protezione civile nazionale, non ci appariva credibile ed era con ogni probabilità, condizionato da questo grave errore compito da De Luca che, solo ieri, evidentemente distratto dalle sue rappresentazioni sceniche, ha disposto quello che in tutte le altre regioni, a partire da quelle più colpite e quelle più popolose, i suoi colleghi governatori, molto meno scenografici ma molto più concreti ed efficaci, insomma, molto più governatori, avevano disposto: l’analisi, tutto sommato scientificamente semplice, quasi banale, dei tamponi anche in altre strutture ospedaliere della Campania.

Dunque, il rapporto dell’unità di crisi pubblicato ieri sera, verso le 23, è il primo che, a nostro avviso, riproduce esattamente la realtà epidemiologica della nostra regione. I casi complessivi sono 580. La stessa unità di crisi, alle 15 di ieri, parlava di 486 casi. Fino ad oggi, si era registrato un incremento attestato sulla cifra del 20%. Ieri, per la prima volta, questo aumento del 20% si era trasformato in un “clamoroso” 12% nei dati diramati dalla protezione civile nazionale, cioè dal governo.

Paragonando i numeri pubblicati  dalla Regione Campania alle 3 di ieri pomeriggio, con quelli delle 11 di ieri sera, l’incremento è invece del 20%. Stavolta, però, questo non si verifica nell’arco di 24 ore, ma nell’arco di 8 ore. Dopo aver consultato e pubblicato in calce all’articolo, quest’ultimo rapporto, va formulato un appello a De Luca e al responsabile della protezione civile regionale a capo dell’unità di crisi, quel signor Italo Giulivo, molto noto in regione e fuori dalla regione, popolarissimo tra le imprese che si occupano di costruzioni edili o di opere infrastrutturali, per essere stato o per essere ancora, il re delle somme urgenze, quelle dove girano tanti soldi e non somme urgenze vere come questa del coronavirus, affinchè la pubblicazione dei dati avvenga sempre negli stessi orari e che si riferisca a sessioni di rilevazione stabilmente codificati.

Solo così si potrà effettuare un confronto sui numeri e sulle percentuali, unico modo serio per lavorare sui trend. Fino ad ora, c’è stata una confusione enorme; De Luca ha fatto danni al pari del coronavirus, soprattutto con l’incredibile vicenda dei tamponi contigentati. A questo punto, almeno con i dati, ci sia chiarezza.

QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DEL RAPPORTO PUBBLICATO IERI SERA DALL’UNITA’ DI CRISI

+++ CORONAVIRUS, AGGIORNAMENTO +++

L’Unità di Crisi della Regione Campania comunica che dal pomeriggio di oggi sono stati esaminati: presso il centro di riferimento dell’ospedale Cotugno 144 tamponi di cui 42 positivi; presso l’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona 82 tamponi di cui 10 risultati positivi, presso l’ospedale Moscati di Avellino 40 tamponi di cui 11 risultati positivi, presso l’azienda ospedaliera Sant’Anna di Caserta 35 tamponi di cui 5 risultati positivi. Come per gli altri fino ad oggi esaminati, si attende la conferma ufficiale da parte dell’Istituto Superiore di Sanità anche per questi 68 tamponi risultati positivi nelle sessioni del pomeriggio e della sera e che si aggiungono ai 26 risultati positivi nella sessione mattutina del Cotugno.

Totale positivi di oggi: 94
Totale tamponi di oggi: 426
Totale positivi in Campania: 580​

Napoli, 17 marzo 2020 ore 22.30