Napoli Città Regione

CORONAVIRUS. Era ora: il governo mette sotto controllo il fenomeno De Luca. Ora le Regioni dovranno dar conto all’Esecutivo

           

NAPOLI (g.g.) – Era ovvio che accadesse. Da una ventina di giorni vi raccontiamo le vicende surreali che si stanno verificando in Campania, dove molto spesso i provvedimenti assunti dal governatore De Luca creano confusione interpretativa rispetto a quelli presi dal governo, senza contare quella che ormai pare essere diventata una scenetta quotidiana, quella dei dati emessi dalla Regione, in contemporanea con la Protezione civile nazionale, differenti però nei numeri. Si è posta una questione di coordinamento tra gli atti e i decreti del governo, con quelli delle altre regione. Nel prossimo provvedimento del governo centrale, che dovrebbe vedere la luce questa sera o al massimo domani verranno previsti dei vincoli.

Siccome le competenze delle regioni e dei comuni sulla tutela della sanità pubblica non discendono dalla Costituzione ma dalle leggi ordinarie, soprattutto dalla noi ipercitata legge 833/1978, precisamente l’articolo 32, non si dovrebbero riscontrare quindi problemi di costituzionalità. Come viene reso noto anche dall’Ansa, le regioni potranno adottare o sospendere le misure anti contagio sul loro territorio ma entro 24 ore dovranno comunicarle al presidente del Consiglio. Queste decisioni prese dall’ente regionale perderanno la loro efficacia dopo 7 giorni. Questo dovrebbe prevedere la bozza, un tentativo da parte di Roma di creare maggiore armonia in tutto il Paese, evitando che vengano prese decisione contrarie a ciò che viene partorito dai decreti ministeriali. Una novità riguarderebbe anche la durata poichè, così si legge nella bozza del decreto, le misure saranno reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio 2020 e con possibilità di modularne l’applicazione in aumento ovvero in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del predetto virus. Il che non significa che staremo chiusi in casa fino a fine luglio, ma che è un ipotesi che il governo prende in considerazione. Si specifica, inoltre, che le misure potranno cambiare anche in maniera differente da regione a regione, da zona a zona. Potrebbe quindi esserci una asimmetria nei provvedimenti adottati per prevenire il contagio da Covid-19 nelle diverse parti d’Italia.

IL TESTO COMPLETO DELL’AGENZIA:

Le Regioni possono adottare o sospendere le misure anti contagio sul loro territorio: entro 24 ore le devono comunicare al presidente del Consiglio e perdono efficacia dopo 7 giorni. Lo prevede la bozza – ancora in fase di definizione – di decreto che sarà oggi in Cdm, che mira a regolare i rapporti tra governo ed enti locali nella gestione delle ordinanze anti-Coronavirus. Anche i sindaci possono adottare o sospendere le misure restrittive per 7 giorni previa comunicazione alla Regione. I sindaci non possono adottare ordinanze in contrasto con le misure statali (ANSA).

“Per contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus Covid-19, su specifiche parti del territorio nazionale ovvero, possono essere adottate, secondo quanto previsto dal presente decreto, una o piu’ misure tra quelle di cui al comma 2, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche piu’ volte fino al 31 luglio 2020 e con possibilita’ di modularne l’applicazione in aumento ovvero in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del predetto virus”. E’ quanto si legge nella bozza del nuovo decreto sull’emergenza coronavirus all’esame del Consiglio dei Ministri. (ITALPRESS).