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CORONAVIRUS. Di tamponi in ritardo si muore. Ora la task force sia trasparente. Se non comunica queste 10 cose diventa tecnicamente criminale

           

NAPOLI (g.g.) C’è il tocco della sanità campana nella situazione caotica di cui la pur meno colpita Basilicata comincia seriamente a lamentarsi. Il dg della salute, giusto per capirci, l’omologo del “nostro” Postiglione, è Ernesto Esposito. Uno che arriva dalla scuola campana dove è stato direttore generale, a capo dell’asl Napoli1.

Siccome i giornali indipendenti non sono molti, ma esistono, ci siamo imbattuti in un ottimo articolo che il collega lucano Michele Finizio ha pubblicato su Basilicata24.

Eccone uno stralcio: “I cittadini dovrebbero essere informati sul lavoro della Task force regionale. I verbali delle riunioni dovrebbero essere pubblici. I contenuti dovrebbero essere comunicati con semplicità, efficacia, chiarezza. È un diritto che fino ad oggi è stato negato. Un comunicato al giorno che diffonde numeri – non sempre esatti – relativi ai tamponi effettuati e ai contagiati non dà contezza del lavoro che viene svolto dall’équipe di gestione dell’emergenza.

Come vengono seguite tutte le persone con sindrome respiratorie che non rispondo ai trattamenti tradizionali? Chi fa il monitoraggio di tutti i sintomatici isolati nelle abitazioni? E come? Chi fornisce i dispositivi di protezione ai familiari delle persone sintomatiche isolate? E come? Chi monitorizza le centinaia di persone in quarantena obbligatoria? Vengono tracciati i contatti dei positivi? Se sì, come e chi lo fa?“.

E no, collega Finizio. Devi sapere che Ernesto Esposito applica il rito campano: facimm ammuina, l’importante è comparire, apparire, essere visibili, poi quando l’epidemia precipiterà, cominceremo a cantare un’altra canzone e magari ce la prenderemo con il governo.

Verrebbe da dire: è un peccato che Ernesto Esposito sia andato a lavorare per la regione Basilicata, perchè qui sarebbe stata la ciliegina sulla torta, il vero interprete del nulla militarizzato. Il seguito dell’articolo di Michele Finizio è anche migliore dell’incipit: “Il ritmo lento nell’analisi dei tamponi può essere fatale. Perché nessuno ha immaginato all’inizio dell’emergenza l’acquisto di almeno un’altra macchina e degli strumenti di analisi? 

Ecco, la Task force dovrebbe informarci su tutto questo, su come funziona la macchina dell’emergenza, su che cosa si sta facendo e come lo si sta facendo. Perché, a quanto pare, la confusione e la lentezza nella gestione della crisi si consuma in quelle stanze.

Non vogliamo numeri ma contenuti. I numeri, ormai, li danno tutti, ad ogni ora del giorno, corretti o sbagliati che siano. E questa circostanza è un’altra prova della confusione che circola più veloce del virus.

Vogliamo sapere che cosa fate. E non crediamo che state lì solo per raccogliere dati, mentre alcuni Comuni, centinaia di cittadini, presidi ospedalieri, medici di medicina generale, e alcuni centri nevralgici del sistema sanitario regionale lamentano ogni giorno gravi criticità e carenze.”

E vi gira, per il momento, fino troppo bene, amici della Basilicata. Qui il sistema sanitario che avrebbe dovuto riprendere smalto, dopo gli anni del commissariamento, è in pratica collassato. Sarebbe bastato applicare semplicemente il piano ospedaliero approvato un anno e mezzo fa, che la situazione, fermo restando l’emergenza, sarebbe stata sicuramente migliore, sia per quanto riguarda i posti letto disponibili (1.600 e passa in più di cui 0 attivati), sia per quanto riguarda i posti di terapia intensiva che avrebbero dovuto essere 650, a fronte dello 0 assoluto di quelli attivati dall’autunno 2018, data dell’approvazione in giunta regionale del nuovo piano ospedaliero, ad oggi.

Ma questa è roba concreta. Una perdita di tempo per chi ha sempre vissuto per se stesso e per alimentare bulimicamente la propria ambizione e la propria fame di potere. Perchè De Luca, purtroppo, lo diciamo noi che l’abbiamo anche votato, si è dimostrato solo e solamente questo: megalomania, individualismo con cadute preoccupanti vero il narcisismo galoppante e nulla più.