Napoli Città

CORONAVIRUS. De Luca, e chi lo capisce: a 50 giorni dall’inizio dell’epidemia semi-gara per le analisi dei tamponi (che fino ad oggi non ha fatto) ai laboratori privati

           

NAPOLI – Ci sono voluti quasi 60 giorni dal momento in cui è iniziata l’epidemia da coronavirus e un’indagine della Procura di Napoli proprio sulla questione dei tamponi e dei laboratori, per far sì che la regione Campania iniziasse a muovere qualcosa in questo ambito. I tamponi sono pochi, lo ripetiamo da giorni, e in queste ore arriva, con estremo ritardo, un’indagine di mercato, pubblicata nella giornata di ieri su Soresa, la società che si occupa di bandi e appalti per la sanità.

Entro lunedì 20 aprile, potranno rispondere tutti i laboratori, raggruppamenti temporanei e consorzi che vedono presenti queste strutture, ovviamente accreditati presso il sistema sanitario regionale. La richiesta che la regione Campania fa è quella di acquisire disponibilità dei laboratori di analisi accreditati, capaci di eseguire almeno 200 tamponi al giorno. La partecipazione, però, non porterà automaticamente a nessun affidamento ma un eventuale utilizzo da parte dell’Unità di crisi, esaurita la capacità produttiva della rete pubblica. Quindi, come detto, è un indagine di mercato e non un affidamento. Anche se, considerato il bassissimo numero di test esaminati dalla nostra regione dall’inizio dell’epidemia, il momento degli affidamenti ai privati sembra giunto da tempo. La Campania ha la necessità di superare le risibile quota di 1500/2000 tamponi giornalieri e l’utilizzo dei laboratori privati sembrava necessaria già nei primi giorni di marzo. Adesso, con la Fase 2 alle porte, aumentare il controllo epidemiologico è una questione vitale.