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CORONAVIRUS. Cari lettori, attenti alle puttanate che stanno dicendo sui dati del contagio sia tutti i tg Mediaset, sia tutti i tg Rai

           

CASERTA (g.g.) – Lo capiamo, la confusione intorno ai numeri di questa epidemia è un problema per tutti i giornali, televisivi, cartacei e digitali che erogano informazioni. Ma chi ha l’onere e l’onore di porgere le stesse a milioni di italiani dovrebbe prestare particolare attenzione, visto che parliamo di testate nazionali e internazionali storiche, che si avvalgono per la realizzazione dei loro tg di redazioni fatte da tantissimi giornalisti, ognuno dei quali ha tempo a sufficienza, e anche di più, per non propinare castronerie ai telespettatori come quelle che, a ripetizione, stanno passando sia nei tg di Mediaset, a partire da quello più importante, il Tg5 del direttore Clemente J. Mimun, sia quelli Rai, con il mitico e mistico Tg1 in testa che, essendo il notiziario istituzionale per antonomasia, non dovrebbe, per definizione, mai propinarle agli italiani, che pagano tutti il canone anche per mantenere queste mostruose e ipertrofiche strutture redazionali di garantiti, e meriterebbero un’informazione almeno decente.

E da una settimana che viene commesso un marchiano, gravissimo errore, come potete vedere e ascoltare da due video, che riproducono un servizio del Tg1 delle 20 del 7 aprile e anche uno del TgCom di ieri, ripetitore pedissequo di ciò che viene detto e visto durante il Tg5, salvo poi riportare versioni differenti (peraltro corrette) negli articoli interni al sito. Attenzione, vista la sedicente autorevolezza di queste testate, potremmo permetterci eccome di cercare il pelo nell’uovo, anche in considerazione di quanto costano queste strutture giornalistiche, ma noi non vogliamo farlo. Però, se i telegiornali principali più importanti e seguiti d’Italia continuano a spacciare un dato fondamentale, vero termometro dell’epidemia, quello dei “Positivi di giornata”, allora coppetielli a volontà.

Ieri sera e oggi, e siamo sicuri che accadrà anche nelle edizioni di stasera, i giornalisti che hanno redatto il servizio sulla conferenza stampa del capo della Protezione civile Angelo Borrelli e sulla contestuale pubblicazione dei dati epidemiologici, hanno affermato che ieri i nuovi positivi sono stati 880. Non ci credete che l’hanno detto? Guardatevi i video. E qui, ci soccorre per il secondo giorno consecutivo la citazione del compianto attore caratterista Ennio Antonelli, con la sua ormai mitica esclamazione pronunciata al cospetto di un incomprensibile discorso che nel laboratorio della panetteria gli fa Fantozzi: “Ma che cazzo stai a di’?“. Un contrappunto utilizzato spesso da Striscia la Notizia.

Giusto, ma che cazzo state a di’? I nuovi positivi, che, va precisato, Borrelli comunica correttamente, si ricavano dalla differenza tra il dato complessivo della colonna arancione, la penultima del report, e lo stesso numero ma del giorno precedente. Anche un bambino di tre anni è in grado di capirlo, non (evidentemente) i giornalisti e i professoroni che guidano le redazioni delle testate televisive principali.

Dunque, gli 880 di ieri non sono i nuovi positivi, ma rappresentano l’incremento del numero degli attualmente positivi. E qui il limite d’età per la comprensione scende da tre a due anni. Visto che basta fare la sottrazione tra l’ultimo numero della quarta colonna, la gialla, e il numero del giorno precedente. Tra ieri e l’altro ieri era, per l’appunto, 808, mentre l’altra differenza, quella ci fornisce l’autentico dato dei nuovi positivi, era di 3039.

Né pelo nell’uovo, né lana caprina. Qui parliamo del dato epidemiologico fondamentale, cioè dell’informazione sul numero di persone che si sono ammalate di coronavirus nel giorno precedente alla pubblicazione del report.

Se alla gente dite che sono 808, non solo scrivete una puttanata cosmica, della cui reiterazione dovreste vergognarvi, ma create anche una condizione di tranquillità ingiustificata, perché chi sente ‘sti telegiornali, pensando che siano seri ed autorevoli, può ritenere che si siano ammalate 808 persone e che quindi ci avvicineremo in pochi giorni alla quota zero contagi.

E invece non è assolutamente così. Gli 808 sono un dato importante, soprattutto per il sistema sanitario, perché costituiscono la somma dell’incremento nelle sottosezioni dei ricoverati semplici in ospedali, di quelli in Terapia intensiva e dei positivi in isolamento domiciliare.

Ma allora, da dove salta fuori il numero 808, cioè la cifra che ha indicato l’incremento quotidiano del report di ieri? Si parte dal dato fondamentale dei nuovi positivi, somma di tutti i tamponi risultati, per l’appunto, positivi e dichiarati dalle regioni. Quelli sono malati veri e sono 3039 e non 808; sono coloro che hanno beccato il coronavirus nelle 24 ore di riferimento; questo è il numero da cui dipende ciò che accadrà nelle Fasi 2/3/4 eccetera. Gli attualmente positivi è, invece, argomento relativo al funzionamento del sistema sanitario nazionale per quanto riguarda l’erogazione dei servizi di assistenza a chi si è ammalato con questo grave virus.

Che dire: quando l’abbiamo ascoltato il primo giorno, pensavamo fosse un infortunio momentaneo del Tg5, che invece ha diabolicamente perseverato fino alle 13 di oggi. E allora, abbiamo fatto un altro pensiero: la redazione Interni del tg Mediaset sta vivendo un momento veramente molto brutto. Mai avremmo pensato, infatti, che il medesimo errore lo compisse anche il Tg1 (questo a dimostrazione che i giornalisti parlano tra di loro e che si contagiano l’un l’altro, non con il coronavirus ma con le cazzate).

Ma non finisce qui. Perché abbiamo scoperto che anche il Tg3, ufficializzando che quella della bufala è, dunque, una vera e propria epidemia, sta incorrendo nello stesso gravissimo errore.

Sul fronte dei giornali, invece, La Repubblica adotta una soluzione esplicativa tutta sua e definisce gli 808 come incremento del numero dei malati. E fin qui sembrerebbe una stronzata come quella dei Tg. La parte finale dell’informazione la rende, al contrario, autentica. 808 rappresenta l’incremento del numero dei malati attualmente positivi, non di quelli che si sono ammalati ieri di coronavirus, bensì delle persone, magari ballando tra Terapia intensiva, isolamento domiciliare o ricovero ordinario in ospedale, che formano proprio quella cifra.

I 3039, invece, rimangono tali come nuovi malati, ma è chiaro che nel computo aritmetico finalizzato a stabilire di quanto sia aumentato, indipendentemente dal numero dei nuovi positivi, il carico dei contagiati sul servizio sanitario nazionale, in poche parole, si tratta dell’effetto di una causa costituita dai nuovi contagi di giornata. Ai 3039, ognuno dei quali, mettetevelo bene in testa, è destinato a finire o in ospedale o in isolamento, ci devi togliere i guariti di giornata e i deceduti di giornata. Quindi 808 è una misura di carico. Tutti i 3039 sono anche “Attualmente Positivi” in partenza, ma se i letti si liberano perché il paziente guarisce o muore, non potrai scrivere 3039, ma la differenza tra questo numero e la somma dei deceduti e dei guariti.

Diversamente da questo giro complicato di parole fatto da La Repubblica, altri giornali, tra cui La Stampa di Torino, il Corriere della Sera, Il Mattino (gliene dobbiamo dare atto) e il  suo gemello, Il Messaggero, comunicano i numeri correttamente, esponendoli nella maniera più semplice possibile. 3039 sono i nuovi positivi, 808, diversamente, sono i 3039 che vanno a carico del servizio sanitario nazionale, entrando a far parte degli attualmente positivi. Tutti, nessuno escluso. Ai medesimi bisogna però sottrarre, per chi ha l’obiettivo di capire quante risorse si necessitano per la cura dei malati, dunque per una questione meramente logistica, i dati dei guariti e dei deceduti.

Ma che dobbiamo fare. Questo è il livello dell’informazione in Italia: come direbbero a Napoli “un quadro di lontananza“.

I VIDEO DEL TG1 E DEL TG5