Napoli Città

CORONAVIRUS. Carceri in rivolta, 60 contusi a Poggioreale

           

NAPOLI – Quattro padiglioni coinvolti, 900 detenuti in sommossa, danni per centinaia di migliaia di euro e oltre 60 contusi. E’ questo il bilancio provvisorio della rivolta che ieri si e’ scatenata nel carcere di Poggioreale a Napoli alle 15. Almeno una trentina di detenuti si e’ rifiutata di ritornare in cella nel padiglione Livorno e ha scavalcato il muro interno chiedendo la liberta’ e l’indulto, aizzando gli animi dei familiari che erano invece in strada a protestare per le modifiche imposte al diritto al colloquio legate all’emergenza coronavirus. Una protesta che prima ha preso forma con la ‘battitura’ delle stoviglie sulle cancellate, poi con il dare fuoco ad alcuni materassi. All’interno dell’istituto penitenziario sono entrati, a supporto della polizia penitenziaria, poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa. Sono stati esplosi diversi lacrimogeni e solo con la mediazione anche del direttore del carcere e dei rappresentati di Questura e comando provinciale dei carabinieri si e’ riportata la calma. Familiari di detenuti si erano assiepati anche all’esterno del carcere di Secondigliano, altro istituto di pena di Napoli. In questo penitenziario e’ stato addirittura girato un video con un cellulare presente in una cella da parte di un detenuto nel quale si vedono due che battono le stoviglie contro le inferriate e si sentono urla. La Procura e’ gia’ al lavoro per individuare i responsabili, cosi’ come il Dap che a Poggioreale potrebbe trasferire chi si e’ reso protagonista della rivolta