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CORONAVIRUS. CAMPANIA. I tamponi di De Luca preoccupano molto più dei lanciafiamme. DATI NAZIONALI. Piccola ripresa del contagio, ma in pratica è tutta in Lombardia

           
Numeri, confronti e cifre su tutti i dati disponibili rilasciati dalla Protezione Civile per la Campania e l’Italia

CASERTA (g.g.) – E’ di 1.877, con un calo di 32 rispetto a ieri (quando la discesa era stata di -6) il numero di persone che in Campania sono ancora malate di covid-19. Il numero dei tamponi analizzati ieri e resi noti nel report di oggi è di 2.211, una cifra misera rispetto ai giorni scorsi e inspiegabile, per un totale regionale di 121.253.  Il rapporto del contagio (tamponi diviso nuovi positivi, che sono 19) resta sotto all’1%. Per la precisione, 0,85%. Una percentuale che aumenta, considerato il crollo del denominatore, cioè il dato dei tamponi molto basso.

Calo dei ricoverati nei reparti covid-19 ordinari. Rispetto a ieri sono liberati 22 posti letto, numero che porta il totale a 414.  Da 23 a 20, quindi -3, è il calo dei pazienti che si trovano in terapia intensiva nelle strutture della nostra regione. Una specie di altalena. Dopo il 20 di domenica e il 23 di ieri, il numero di pazienti in Rianimazione torna a 20. Questo dato, come ripetiamo da due mesi, dimostra lo spreco di danaro pubblico e l’inutilità della spesa voluta dal governatore Vincenzo De Luca per la creazione dei tre ospedaletti modulari covid per le terapie intensive costati, solo per il montaggio, quasi 13 milioni di euro.

Cala di 7 il numero dei contagiati da coronavirus che si trovano in quarantena domiciliare, per un totale di 1.443. Dall’inizio dell’epidemia, la Regione Campania registra 393 decessi, +1 nella giornata di ieri, mentre, i guariti sono 2.301 (+44). Il numero di persone sottoposte a tampone nella nostra regione è 55.406, 584 in più nel giro di 24 ore.

IL DATO NAZIONALE

 I 1.402 nuovi positivi di oggi e i 67.003 tamponi effettuati in un giorno  portano il rapporto del contagio al 2,09%. La percentuale sale oltre il 2%, dopo che da venerdì si era sempre attestata sotto tale cifra. un aumento che però cambia poco nella media di questi giorni.

Complessivamente, dall’inizio dell’emergenza, sono risultati positive 221.216 persone, con 2.673.655 tamponi analizzati. Attualmente risultano positivi e sono curati dal Servizio sanitario 81.266. I sono guariti 109.039, cioè 2.452 in più. I deceduti sono stati 172, dato che porta il totale a 30.911

Passiamo alle colonne gialle, cioè nelle varie categorie dei positivi assistiti: i ricoverati nei reparti covid ordinari sono complessivamente 12.865, -674 rispetto a ieri; 47 sono posti letti liberati nelle Terapie Intensive. Dunque, si attestano a 952 malati da covid in Rianimazione

In quarantena domiciliare si trovano 67.449 positivi, 501 in meno rispetto a ieri. I casi analizzati in Italia, cioè le persone sottoposte al tampone almeno una volta, sono stati 39.260, per un totale di 1.741.903.

Ad avere una fortissima influenza sui numeri odierni relativi ai nuovi positivi in Italia è sicuramente la Lombardia. Dei 1.402 tamponi positivi rilevati oggi, ben 1.033 provengono dalla regione guidata dal governatore Fontana. Infatti, i contagi in Lombardia sono il 73, 7% del dato nazionale.

Aggiungendo a questo dato anche il numero di nuovi positivi di Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Toscana, si arriva a 1286 casi di contagio nelle cinque regioni più colpite. Parliamo del 91,7% del dato nazionale. Ciò che non è riuscito al federalismo di bossiana memoria, è riuscito al coronavirus. In pratica, l’Italia è spezzata in due parti, con due rapporti con l’epidemia completamente differenti.

LA TABELLA DI OGGI