Regione

CORONAVIRUS. Aah, vabbé, se lo dice Graziano che servono per la Terapia Intensiva! Ecco la prova che i 12 milioni e passa per i tre ospedaletti sono serviti solo per arricchire qualche impresa

           
In questo minuto, nell’ospedale Covid di Maddaloni, su 15 posti di Terapia Intensiva, nove sono liberi. Con 76 ricoverati non c’era alcun bisogno di mettere in piedi questi vergognosi capannoni dello spreco

NAPOLI (g.g.) – Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Fino ad oggi, Vincenzo De Luca, tutto sommato, si è potuto arrangiare con i vari Postiglione, Verdoliva, Giulivo e compagnia…sonata. Ma essendo arrivato il momento di lanciare nuovi investimenti in strutture sanitarie, devono scendere in campo quelli che di sanità capiscono ed hanno alte competenze. E allora, tutti zitti, anzi, parafrasando un vecchio spot della Pasta Agnesi, diciamo: “Silenzio, parla Graziano”. Cioè parla il meglio che c’è in provincia di Caserta e in Campania in tema di Sanità, al punto che De Luca, al suo tempo, l’ha dovuto pregare affinché accettasse la presidenza della specifica commissione consiliare.

Nel post che pubblichiamo in calce, Stefano Graziano annuncia la nascita dell’ospedale modulare di Caserta e sfama la nostra curiosità, espressa nell’articolo pubblicato stamattina.

“Stiamo facendo ogni sforzo possibile e portando a termine un lavoro senza precedenti”. Così parlò Graziano. E infatti questo è proprio un lavoro senza precedenti, perché buttare via 12 milioni e 268 mila euro per i tre ospedaletti prefabbricati di Napoli, Caserta e Salerno significa alzare, come mai è successo prima, l’asticella della malasanità. Ancora Graziano: “A Caserta i moduli del nuovo reparto legato all’emergenza covid ospiteranno 24 nuovi posti letto di Terapia Intensiva”. Ora, se un annuncio del genere l’avesse fatto il professore Galli o il presidente dell’Istituto superiore della Sanità Brusaferro, qualche dubbio esisterebbe verso chi, in queste settimane, è stato costretto più volte ad aggiustare il tiro di fronte alle evidente che giorno per giorno i dati del coronavirus buttavano in faccia anche agli scienziati che, da parte loro, non essendoci una storia, una casistica precedente a cui appigliarsi, hanno fatto molto spesso la figura degli apprendisti stregoni. Ma qui ha parlato Stefano Graziano. Dunque esiste la certezza matematica che l’ospedaletto prefabbricato di Caserta ospiterà 24 posti di Terapia Intensiva.

17 aprile, cioè oggi, ore 16:20, cioè in questo momento, ospedale covid di Maddaloni. Se i posti di Terapia Intensiva al primo piano sono occupati, altri 9 sono tutti liberi. Dunque, su 15 postazioni pronte a rianimare, dopo averli intubati, malati gravi di coronavirus, già colpiti dalla polmonite, sono vuoti. E d’altronde non potrebbe essere altrimenti. Perché, come abbiamo scritto stamattina, qui De Luca o gonfia fraudolentemente il numero dei ricoverati gravi, oppure comincia a star largo anche nei posti letti di Rianimazione che ha recuperato con questi ospedali covid e con la convenzione stipulata con le cliniche private. Cercavamo una controprova e l’abbiamo trovata.

Dunque, questi 24 posti di Terapia Intensiva dell’ospedaletto prefabbricato di Caserta, a cui andranno aggiunti quelli degli altri due ospedaletti prefabbricati di Napoli e Salerno, entreranno in funzione, chi metteranno dentro, se già ci sono attualmente disponibili tra dotazioni storiche, ordinarie e quelle aggiuntive degli ospedali covid e ordinari, più di 400 posti di Terapia Intensiva, a fronte dei 76 malati gravi di coronavirus, dato ufficiale pubblicato ieri sera nel quotidiano report della Protezione civile nazionale? De Luca, per Napoli ha già detto che dopo ci farà un asilo nido per i figli dei dipendenti dell’Ospedale Del Mare o ci insedierà la sede regionale del 118. E ci serviva spendere 12 milioni e 278 mila euro con tutti gli immobili non utilizzati, anche attinenti all’Ospedale Del Mare di proprietà della Regione Campania? Una spesa inutile che già oggi andrebbe denunciata alla Corte dei Conti. La tendenza discendente dei ricoverati in Terapia Intensiva avrebbe dovuto indurre De Luca a risparmiare questi quattrini, che non sono suoi ma del popolo, ammesso e non concesso che l’idea degli ospedali modulari fosse migliore di quella, da noi perorata, dell’utilizzo di ospedali dismessi ma totalmente agibili e ristrutturati di recente, come quelli di Capua e Teano.

Mi sa che con questa storia dei modulari ci divertiremo, anche se De Luca, concentrato sulla vanità delle parole, che non è la vanità di una conoscenza profonda dei fatti, ci arriverà a scoppio ritardato e dovrà inventarsi qualche ulteriore stronzata (ci permettiamo di utilizzare questi termini, omologandoci a quelli utilizzati dal governatore) per giustificare la costruzione di questi capannoni industriali, trasformati in ospedaletti.