E’ stato il secondo più votato del centrodestra con 3340 voti alle ultime comunali. Il consigliere Salvatore Guangi riceve la telefonata di Vannacci per le prossime elezioni (e non è stato il solo). Racconta il “tradimento” alle regionali del senatore Silvestro. Poi lancia D’Amato come candidato del centrodestra ma “se non ci sono i presupposti lascio Fi e non escludo di appoggiare questo sindaco”
NAPOLI – Sulla cartina che ha nel suo ufficio al primo piano di via Verdi, il consigliere comunale di Forza Italia Salvatore Guangi mostra tutti i Comuni della provincia di Napoli in cui il partito gli aveva assicurato sostegno alle scorse regionali. “Invece sono stato tradito e quei voti dirottati altrove”. Parte tutto da qui, da quella cartina che tiene affissa davanti alla sua scrivania come a perenne memoria. Soprattutto ora che si avvicinano le elezioni comunali. Al terzo mandato – uno dei consiglieri storici -, vicepresidente del Consiglio comunale, con 3340 preferenze è stato il secondo più votato del centrodestra.
Consigliere Guangi, c’è un generale che sembra stia cercando di costruire il proprio fronte a Napoli attingendo nel centrodestra per le prossime elezioni comunali. Le risulta?
Sorride. “A me hanno proposto ponti d’oro”.
Via le metafore, siamo più espliciti. L’entourage di Roberto Vannacci, alla guida di Futuro nazionale, l’ha contattata?
“Sì, ho ricevuto una telefonata. Volevano sondare quali fossero le mie intenzioni su un’eventuale adesione al loro partito in vista delle prossime comunali”.
Cosa ha risposto?
“Sto attraversando un momento di riflessione. Per ora ringrazio e non guardo ancora altrove, pur avendo dentro una ferita dovuta ad una gestione provinciale del partito di Fi – diciamo così – molto strana. Ma a breve farò le mie valutazioni. Inoltre ci sono tanti consiglieri municipali legati a me che aspettano di sapere cosa farò e che seguiranno le mie orme. Poi non sono stato avvicinato solo da Vannacci”.
E da chi?
“Anche il gruppo di Calenda, Fratelli d’Italia e lo stesso sindaco Manfredi. Sono un moderato che può guardare al centrodestra ed anche al centrosinistra”.
Ma Futuro nazionale tanto moderato non è
“Non escludo nulla, voglio capire prima il programma perché non lo conosco, cosa ha in mente Vannacci per Napoli. E’ necessario avere un confronto, magari lo si potrebbe anche illuminare su alcuni temi importanti per la città”.
Un dato è certo: Futuro nazionale sta cominciando a ‘sondare’ nel centrodestra. Ma ritiene possa avere seguito?
“So di diversi consiglieri di Fi nelle municipalità anche con una certa storia politica che sono pronti a schierarsi con Futuro nazionale quindi significa che fa progressi e cammina in città, attingendo da Fratelli d’Italia e Forza Italia. Il vento tira in quella direzione e molti cercano di spostarsi lì”.
E Manfredi? Se rompe con Forza Italia potrebbe quindi anche andare in quella direzione?
“Il sindaco mi ha detto per le comunali ‘Salvatore se vuoi possiamo fare un ragionamento politico’. Vedremo, non lo escludo. Questo dimostra che se c’è chi scalcia c’è anche qualcuno dall’altro lato pronto ad aprirti la porta proprio perché ho la mia storia e i miei voti, frutto di anni di lavoro sul territorio”.
Eppure Lei è all’opposizione di Manfredi
“Ritengo che soprattutto sulle periferie quest’amministrazione abbia fallito”.
Però poi si candiderebbe per sostenere Manfredi?
“Sì portando avanti la mia battaglia. Se nel programma non c’è la riqualificazione delle periferie io non mi siedo al tavolo con nessuno. E c’è un dato positivo sull’ area nord…”
Area nord che è anche il suo fortino elettorale
“Esatto. Con l’amministrazione de Magistris, grazie al sottoscritto, sono stati stanziati 16 milioni di euro per il centro storico di Marianella. Devo riconoscere che il sindaco Manfredi e l’assessore Lauro Lieto hanno fatto un ottimo lavoro per dare il via all’operazione e l’area è totalmente cambiata. Se si continua in questa direzione in tutta la periferia si può ragionare”.
E con Forza Italia invece è diventato difficile ragionare? Lei prima ha parlato di “ferita” si riferisce alle ultime regionali?
“Sì, alle regionali ho totalizzato 5mila voti a Napoli e 3200 voti in provincia. Mancano tanti voti in provincia che per una gestione da parte di qualche esponente del partito mi sono stati tolti e dirottati su altri candidati che hanno quindi beneficiato dell’aiuto che era stato garantito a me”.
Quale esponente?
“Il senatore Franco Silvestro, ero il suo candidato e questo fa male”.
Perché sarebbe stato tradito?
“Bisogna chiederlo a lui”.
Lei non glielo ha chiesto?
“No, da allora non ci siamo neanche più salutati, essendo venuto meno il rapporto di fiducia. Ho la mia storia politica lunga trent’anni in Fi e non dovevo essere trattato così”.
Alle elezioni parlamentari ha avuto uno strappo anche con Fulvio Martusciello: il suo nome sparì dalle liste – ha già raccontato in passato – all’ultimo momento
“Sì però lì la partita la giocava Roma, ho capito e ci siamo chiariti. Alle regionali giocavo personalmente, era un rapporto diretto con me, è stato ben diverso. Ho ancora segnati sulla cartina tutti i Comuni dove mi era stato assicurato sostegno ed invece poi arrivato sul territorio ho scoperto che veniva detto di votare per un altro nome. Sono stato tradito e nonostante questo sono rimasto ancora in Forza Italia”.
Ancora per poco sembrerebbe…
“Qualcuno nel partito dice addirittura che non sarò candidato alle prossime comunali. Io nasco con Martusciello, ho trent’anni di politica e la mia storia in Forza Italia non si getta via così. Incontrerò prima Martusciello che ho anche sostenuto al Congresso regionale e poi farò un passaggio a livello nazionale. Ma ora è arrivato il momento di capire se sono un rappresentante vero per la città o la riserva. Se non ci sono più i presupposti tirerò le somme e andrò via”.
C’è chi va e chi torna. Che ne pensa del ritorno in campo di Luigi de Magistris?
“Luigi ha governato dieci anni qualcosa di buono ha lasciato, ma anche tante rovine. Si propone come antagonista di Manfredi ma sconfiggere oggi Manfredi è molti difficile ci vuole un grande candidato”.
Se potesse scegliere Lei il candidato di centrodestra chi sarebbe?
“Tajani propone un civico, ma ci vuole una persona che conosce bene la città, soprattutto le periferie perché la vera campagna elettorale si gioca lì. Se non sei presente, se non conosci le sofferenze del territorio non vai da nessuna parte”.
Faccia un nome
“Penso a qualcuno che ha fatto il presidente dell’Unione industriali: Antonio D’Amato sarebbe un grande candidato di spessore da contrapporre a Manfredi”.

