Camorra & narcotraffico, 28 arresti. Ecco i primi 14 nomi e come i Perfetto hanno soppiantato a Pianura i Lago e gli Esposito/Marsicano

I contenuti della conferenza stampa svoltasi stamattina a Napoli e presieduta dal procuratore della Repubblica Nicola Gratteri.

NAPOLI – Cominciano ad emergere alcuni particolari dalla conferenza stampa tenuta questa mattina a Napoli dal procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, affiancato dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia, dopo l’esecuzione delle 28 misure cautelari a carico di altrettanti soggetti accusati di essere affiliati ai clan Esposito/Marsicano, Lago e Perfetto, attivi nella zona di Pianura.

Siamo in grado di darvi i primi quattordici nomi degli indagati: Mattia Perfetto, Vincenza Bavarella, Massimiliano Santagata, Giuseppe Balzano, Antonio Izzo, Massimiliano Costagliola, Giovanni Bellofiore, Carmine Lago, Antonio Lago, Carlo Maiorana, Cimmino Vincenzo, Seta Elia, Marcello Emanuele e Musto Antonio.

Come spesso accade, l’atomizzazione e la polverizzazione dei clan della camorra napoletana rendono anche questa operazione particolarmente densa di nomi e cognomi. La DDA è partita dalle attività degli Esposito/Marsicano e dei Lago. Poi, nel dicembre del 2024, è tornato in libertà un esponente di spicco del clan Pesce/Marfella, che avrebbe riattivato il gruppo dei Perfetto. Quest’ultimo, nonostante la giovane età del presunto capo, sarebbe riuscito progressivamente a soppiantare gli altri due gruppi.

Le accuse sono quelle di associazione a delinquere di stampo camorristico, estorsione, spaccio di stupefacenti, detenzione e traffico di armi. Il nuovo gruppo egemone avrebbe organizzato, secondo l’accusa, una fiorente piazza di spaccio direttamente nello stabile in cui viveva il presunto capoclan, con un’attività continuativa. Avrebbe inoltre imposto ai gestori delle altre piazze il versamento del 50% dei profitti derivanti dalla vendita di droga oppure, in alternativa, l’obbligo di rifornirsi esclusivamente dal clan.

Il gruppo avrebbe imposto tangenti anche a chiunque svolgesse attività illecite nel territorio controllato, comprese le truffe finanziarie e telematiche. Insomma, un’estorsione imposta ad altri criminali: un meccanismo che si è già visto in passato, soprattutto nella zona di Castel Volturno, quando il clan dei Casalesi, fazione Bidognetti, imponeva ai narcotrafficanti di colore di pagare una sorta di imposta per la vendita della droga.

Un equilibrio che a un certo punto saltò e che fu alla base di quella che tutti ricordano come la strage di San Gennaro, realizzata da Peppe Setola, evaso da una clinica di Pavia e protagonista della stagione stragista dei Casalesi. In quella strage furono uccise diverse persone di colore.

Tornando all’operazione della DDA di Napoli, sono state sequestrate armi, anche da guerra, munizioni, giubbotti antiproiettile e sostanze stupefacenti. Ambiziosa era l’attività dei Perfetto, che avevano stretto rapporti con altre organizzazioni camorristiche dell’area flegrea e della zona a nord di Napoli, soprattutto per la gestione del traffico di droga.

Il presunto capo dell’organizzazione, secondo gli inquirenti, avrebbe inoltre amministrato una consistente cassa comune, utilizzata per garantire il mantenimento e le spese legali degli affiliati detenuti.

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