Napoli Sud

BOSCOREALE. Corruzione, indagato il capogruppo del Pd in Campania Mario Casillo

           

BOSCOREALE – Anche Mario Casillo, capogruppo del Pd nel Consiglio regionale della Campania, è indagato nell’inchiesta della procura di Torre Annunziata nell’ambito della quale sono state emesse ordinanze agli arresti domiciliari per i parlamentari di Forza Italia Luigi Cesaro e Antonio Pentangelo (esecuzione sospesa dal Gip che ha richiesto l’autorizzazione a procedere alle rispettive Camere di appartenza). Le attività investigative hanno permesso di accertare la pianificazione e la commissione, ad opera di Adolfo Greco, per cui è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari, di una pluralità di reati di corruzione in relazione al progetto di riconversione del complesso industriale dismesso ex Cirio di Castellamare di Stabia (Napoli). Greco, titolare insieme al proprietario dell’hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate (il noto locale dove si svolgono le riprese del programma di Real Time il Castello delle Cerimonie) Tobia Polese, della Polgre Europa 2000 srl (società proprietaria dell’ex area industriale Cirio), dopo aver presentato al Comune di Castellamare un progetto di recupero e riqualificazione dell’area, a seguito del decorso dei termini per l’esame della richiesta, aveva attivato la procedura prevista dall’articolo 4 della legge regionale 19/2001 per la nomina di un commissario ad acta che, in sostituzione dell’ente rimasto inerte, avrebbe dovuto provvedere all’istruttoria e all’adozione del provvedimento conclusivo in merito alla richiesta di rilascio del permesso a costruire.

Le indagini hanno consentito di acclarare che l’imprenditore Adolfo Greco, con la complicita’ di altri soggetti, aveva in prima battuta tentato di ottenere la modifica della legge regionale 35/87 (PUT della costiera sorrentina-amalfitana), ostativa alla realizzazione dell’intervento, accordandosi con il consigliere regionale Mario Casillo affinchè intervenisse sugli esponenti del Partito democratico per il ritiro dei numerosi emendamenti proposti nel corso dell’iter modificativo della legge. La procura sostiene che in cambio di tale condotta, Casillo, con la mediazione di Gennaro Iovino, esponente politico stabiese del Pd, chiedeva, in relazione al progetto di riconversione dell’ex Cirio, l’affidamento dei lavori di impiantistica elettrica a una ditta indicata da lui. Le condotte ascritte a Casillo, Iovino e a Giuseppe Passarelli, amministratore unico della Passarelli spa, societa’ che avrebbe dovuto realizzare i lavori, inerenti alla modifica della legge regionale 35/87, sebbene ritenute “sussistenti” dal Gip, sono state qualificate come reato di traffico di influenze illecite, fattispecie per la quale (come previsto all’epoca dei fatti) non è consentita l’emissione di misure cautelari.