Attraverso l’avvocato Ivan Giannino, i familiari della 33enne chiedono il rispetto della privacy. Proseguono le indagini della Procura di Torre Annunziata e le verifiche interne all’ospedale.
La famiglia di Greta Astarita chiede silenzio. La 33enne di Piano di Sorrento è morta all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia insieme al bambino che aspettava, al settimo mese di gravidanza. Oggi, lunedì 12 ottobre, i familiari hanno diffuso una nota tramite l’avvocato Ivan Giannino: non parleranno con la stampa e chiedono che la loro riservatezza venga rispettata.
«Rispettate il nostro dolore»
I parenti fanno sapere che non rilasceranno «alcuna dichiarazione, intervista o commento». «In questo momento di immenso e inaccettabile dolore», si legge nella nota, «la priorità assoluta della famiglia è il rispetto della memoria dei propri cari e la tutela della propria riservatezza».
Per questo chiedono a giornalisti e redazioni di rispettare la loro scelta e di «evitare qualunque forma di speculazione, assembramento nei pressi delle abitazioni private o insistenza mediatica». La famiglia dice anche di avere fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine.
Cosa è successo
Tutto è cominciato venerdì 9 ottobre. Greta Astarita si era presentata al pronto soccorso del San Leonardo per forti dolori all’inguine. Secondo le prime ricostruzioni, dopo la visita e gli accertamenti era stata dimessa, perché le sue condizioni non sembravano richiedere il ricovero.
Tornata a casa, si è sentita di nuovo male, fino a perdere conoscenza. È stata riportata in ospedale in condizioni gravissime ed è stata sottoposta a un parto d’urgenza, ma il bambino non ce l’ha fatta. Lei è stata trasferita in Rianimazione, dove è morta nel pomeriggio di sabato 10 ottobre.
L’inchiesta della Procura
La Procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo per duplice omicidio colposo, per ora contro ignoti. Sono state sequestrate le cartelle cliniche e le salme, su cui verranno fatte le autopsie.
Gli investigatori dovranno capire soprattutto com’era la situazione della donna durante la prima visita in ospedale, e se c’erano segnali che avrebbero richiesto altri esami o un modo diverso di gestire il caso.
Le verifiche dell’ospedale
Anche l’Asl Napoli 3 Sud ha avviato verifiche interne. Il direttore sanitario del San Leonardo, Luigi Stella Alfano, ha annunciato che verranno ascoltati i dieci operatori che hanno assistito la paziente, per ricostruire cosa è stato fatto e capire se ci siano stati errori.
Le cause delle due morti e le eventuali responsabilità restano ancora da accertare. Saranno le autopsie, le cartelle cliniche e le indagini a chiarirlo. Intanto la famiglia ha scelto di affidarsi alla magistratura e chiede che il suo dolore non diventi oggetto di altre pressioni.

