Irpef in Campania, la Cisl incalza FICO: “Oltre 47mila firme, ora tagliate le TASSE a chi guadagna meno”

La Cisl Campania chiede a Fico di ridurre l’addizionale regionale Irpef: oltre 47mila firme e una proposta da 150 milioni per azzerarla sotto i 15mila euro.

Oltre 50mila firme per chiedere una riduzione dell’addizionale regionale Irpef e una proposta fiscale da 150 milioni di euro ancora in attesa di una decisione politica. La Cisl Campania torna a sollecitare il presidente della Regione, Roberto Fico, affinché la riduzione delle tasse sui redditi medio-bassi venga inserita nella prossima legge di bilancio. La mobilitazione, avviata nella primavera del 2026, ha già portato alla consegna di 47.413 sottoscrizioni alla presidenza regionale lo scorso 25 giugno. Le adesioni, secondo il sindacato, continuano ad aumentare attraverso le piattaforme digitali.

A riaccendere la vertenza è Mattia Pirulli, reggente della Cisl Campania, che chiede alla giunta un confronto immediato. “Dietro quelle firme ci sono lavoratori, pensionati, giovani e famiglie che chiedono semplicemente maggiore equità fiscale. Ignorare questa richiesta significherebbe alimentare ulteriormente la distanza tra cittadini e istituzioni”, afferma il sindacalista. La richiesta è accompagnata dalla necessità di individuare già nella prossima manovra regionale risorse per alleggerire il prelievo fiscale, mentre il sindacato richiama le difficoltà economiche delle famiglie e la perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione.

La proposta della Cisl: esenzione fino a 15mila euro e sgravi sui redditi medi

La vertenza ruota attorno a una proposta dettagliata. La Cisl chiede di azzerare l’addizionale regionale Irpef per i contribuenti con redditi fino a 15mila euro, riducendo progressivamente il prelievo per le fasce successive. Per lo scaglione tra 15mila e 28mila euro, la proposta illustrata dal sindacato prevede di portare l’aliquota dal 2,96% al 2,10%, con ulteriori riduzioni per i redditi fino a 35mila euro e interventi più contenuti nelle fasce superiori. Nessuna modifica è prevista per i contribuenti con redditi oltre 50mila euro.

Attualmente, secondo il portale delle entrate della Regione Campania, l’addizionale regionale prevede quattro aliquote: 1,73% fino a 15mila euro, 2,96% tra 15mila e 28mila, 3,20% tra 28mila e 50mila e 3,33% oltre i 50mila euro. Il gettito stimato dalla Cisl ammonta a 1,352 miliardi di euro. Con la riforma proposta scenderebbe a 1,202 miliardi, determinando 150 milioni di euro di minori entrate per le casse regionali. Una cifra che rende necessaria l’individuazione di coperture finanziarie per garantire l’equilibrio del bilancio.

L’uscita dal piano di rientro sanitario e il nodo della risposta regionale

A rendere particolarmente significativa la richiesta sindacale è anche un cambiamento intervenuto nei conti della sanità campana. Il 27 marzo 2026 il Ministero della Salute ha accolto la richiesta di uscita della Campania dal piano di rientro sanitario, consentendo alla Regione di tornare alla gestione ordinaria del settore. Un passaggio rilevante per una regione nella quale le maggiorazioni fiscali sono state storicamente legate anche al finanziamento dei disavanzi sanitari. L’uscita dal piano, tuttavia, non comporta automaticamente una riduzione delle aliquote: per modificare il prelievo servono specifici provvedimenti regionali e la verifica delle relative coperture.

C’è poi una questione istituzionale. La petizione della Cisl è stata presentata attraverso lo strumento previsto dall’articolo 16 dello Statuto della Regione Campania, che riconosce ai cittadini il diritto di rivolgere petizioni agli organi regionali e impone a questi ultimi di esaminarle e fornire una risposta scritta. La delegazione sindacale è stata ricevuta da Fico il 25 giugno, ma non risulta pubblicamente documentata una decisione definitiva sulla proposta di revisione dell’Irpef. Resta da verificare se alla Cisl sia già stata trasmessa una risposta formale e quali valutazioni finanziarie siano state eventualmente effettuate.

“Chiediamo al Presidente Fico di aprire immediatamente un confronto e di assumere l’impegno affinché la riduzione dell’addizionale Irpef trovi spazio nella prossima legge di bilancio regionale“, ribadisce Pirulli. Il confronto si concentra adesso sulla manovra per il 2027: la Regione dovrà valutare se e in quale misura destinare risorse alla diminuzione del prelievo, mentre il sindacato annuncia che la mobilitazione non si fermerà.

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