Caso Pegaso, 22 INDAGATI tra manager e giornali: il gruppo prende le distanze dal PASSATO

Inchiesta UniPegaso, Multiversity difende i vertici: «Estranei ai reati». La Procura di Napoli indaga 22 persone tra manager e gruppi editoriali.

Multiversity respinge le accuse e si schiera con i suoi vertici. Con una nota diffusa oggi, venerdì 9 ottobre, il gruppo che controlla l’Università telematica Pegaso interviene sull’inchiesta della Procura di Napoli. Secondo la società il management ha sempre agito correttamente e nel rispetto della legge. I dirigenti hanno già incaricato i loro avvocati di chiedere un confronto immediato con i magistrati, per chiarire le loro posizioni e dimostrare di essere estranei ai reati ipotizzati.

L’inchiesta: 22 indagati

La presa di posizione arriva dopo le perquisizioni della Guardia di Finanza di Napoli del 6 ottobre. L’indagine coinvolge 22 persone: dirigenti aziendali, manager della comunicazione ed esponenti di importanti gruppi editoriali.

Tra i reati ipotizzati c’è l’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione tra privati. Gli investigatori vogliono capire se ci siano stati tentativi di condizionare le notizie sull’ateneo attraverso gli investimenti pubblicitari, e di ottenere modifiche alle regole sugli esami universitari a distanza.

«Piena fiducia nei vertici»

Nella nota la società esprime «piena fiducia nei propri vertici» e si dice convinta che le indagini faranno emergere l’innocenza degli amministratori.

Il primo filone: esami e iscrizioni

Multiversity parla anche dell’altro filone dell’inchiesta, emerso a giugno, su presunte irregolarità negli esami e nelle immatricolazioni. In quel caso gli indagati sono 40 e gli investigatori contestano oltre 4.200 iscrizioni ritenute irregolari, tra corsi di formazione, lauree e master.

Secondo il gruppo, quel filone riguarda soprattutto persone già allontanate e che non fanno parte dell’attuale management. La società ammette però che le accuse sono state estese anche a un dirigente di vertice dell’attuale governance. Anche su di lui Multiversity si dice convinta che abbia agito per garantire la legalità delle attività del gruppo, anche in ambito accademico. E rivendica una «netta cesura» con eventuali irregolarità del passato.

Accesso abusivo e conti in ordine

C’è poi l’ipotesi di accesso abusivo al sistema informatico: su questo punto Multiversity conferma di essere parte offesa.

La società precisa infine che, con le informazioni disponibili oggi, non prevede conseguenze negative importanti sui conti o sull’attività del gruppo. E fa sapere di aver rafforzato i controlli interni e le procedure di conformità alle norme.

La vicenda è ancora nella fase delle indagini: le singole responsabilità e la fondatezza delle accuse restano tutte da accertare.

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