Velo INTEGRALE, Fratelli d’Italia in piazza Garibaldi: domani FLASH MOB con Sangiuliano e Kelany

sara kelany

Fratelli d’Italia domani in piazza Garibaldi a Napoli con un flash mob contro il velo integrale. Interverranno Sangiuliano e Kelany. Cosa prevede la proposta.

Fratelli d’Italia scende in piazza a Napoli contro il velo integrale. Domani, martedì 27 ottobre alle 10.30, in piazza Garibaldi, davanti alla Stazione Centrale, si terranno un flash mob e una conferenza stampa promossi, secondo gli organizzatori, per dire «no» all’uso del velo che copre interamente il volto e per «fermare l’avanzata dell’integralismo islamico».

Chi ci sarà

Il Coordinamento cittadino di Napoli di FdI ha annunciato la propria adesione all’iniziativa. Parteciperà l’intera delegazione partenopea guidata dal presidente Marco Nonno, con il vice coordinatore Luigi Rispoli e il consigliere comunale Giorgio Longobardi. Sono previsti gli interventi del coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Gennaro Sangiuliano e della deputata Sara Kelany, responsabile nazionale del Dipartimento Immigrazione del partito.

Nonno: «Napoli non diventi terreno fertile per l’integralismo»

«Saremo in piazza Garibaldi al fianco dei nostri vertici nazionali e regionali per ribadire un principio di libertà, legalità e dignità che non può conoscere deroghe né compromessi culturali», ha dichiarato Nonno. «La difesa dei diritti fondamentali delle donne e il rispetto delle nostre leggi sulla sicurezza pubblica sono capisaldi incompatibili con la pratica del velo integrale, che troppo spesso rappresenta un simbolo di sottomissione e di isolamento sociale incompatibile con il nostro modello di civiltà. Napoli non può e non deve diventare terreno fertile per la proliferazione di modelli culturali integralisti che ledono l’identità e la sicurezza delle persone».

La campagna «Nessuna resti nascosta»

Quella di domani è la tappa napoletana di «Nessuna resti nascosta», la campagna nazionale di raccolta firme lanciata da FdI a fine settembre, partita il 1° ottobre da Potenza e Matera e che si chiuderà il 20 novembre a Milano. Sostiene una proposta di legge del partito, firmata tra gli altri da Kelany e dal capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami, il cui esame in commissione Affari costituzionali è cominciato a gennaio.

Il testo prevede il divieto di indumenti che coprono il volto, come burqa e niqab, nei luoghi pubblici e aperti al pubblico, nelle scuole, nelle università, negli uffici e nei negozi, con multe da 300 a 3mila euro. Contiene anche pene più severe per i matrimoni forzati, il divieto dei certificati di verginità se non per motivi sanitari, più controlli e trasparenza sui finanziamenti esteri ai luoghi di culto e la possibilità di chiudere temporaneamente quelli in cui si diffondono messaggi d’odio. La campagna segue il recente decreto del governo che ha vietato burqa e niqab nelle classi.

Cosa dice oggi la legge

In Italia un divieto di coprirsi il volto esiste già: l’articolo 5 della legge 152 del 1975, la cosiddetta legge Reale, vieta in luogo pubblico l’uso di qualunque mezzo che renda difficile il riconoscimento della persona «senza giustificato motivo». Nel 2008 però il Consiglio di Stato ha stabilito che i motivi religiosi o culturali possono rientrare nel giustificato motivo, purché la persona accetti di farsi identificare quando necessario. È proprio su questo punto che interviene la proposta di FdI, che punta a un divieto esplicito senza deroghe per ragioni religiose.

Le critiche

Nelle altre tappe la campagna ha suscitato polemiche. A Palermo il Pd ha accusato FdI di usare le donne «come strumento di propaganda» in una fase in cui il Sud è alle prese con il caro vita, mentre anche l’Arci ha contestato l’iniziativa. Kelany ha respinto le accuse, sostenendo che la libertà delle donne non dovrebbe essere una battaglia di parte. Tra i critici c’è anche chi fa notare che la legge del 1975 consente già di imporre l’identificazione, e che il velo integrale in Italia riguarda un numero limitato di donne.

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