Caro affitti, studenti in tenda sotto al Comune

A Napoli una stanza può costare fino a 700 euro. La protesta a piazza Municipio: “Sfrattiamo Manfredi”

NAPOLI – Studenti in tenda in piazza Municipio, davanti a Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli. L’azione è stata promessa dai Cau – Collettivi Autorganizzati Universitari in diverse città italiane per denunciare il caro affitti, la crisi abitativa e il carovita in vista dello sciopero generale di venerdì 30 ottobre. Gli attivisti dei Cau hanno esposto un simbolico “avviso di sfratto per grave inadempienza politica e sociale sulla crisi abitativa” indirizzato al sindaco Gaetano Manfredi criticando, inoltre, gli studentati realizzati con i fondi del Pnrr. “A Napoli – dice Francesco De Luca di Cau – una stanza può arrivare a costare 600-700 euro e non soltanto nelle case private, ma perfino negli studentati voluti da questo Governo: con i fondi del Pnrr si stanno regalando milioni di euro pubblici a privati che costruiscono studentati di lusso. Gli studenti di questa nazione sono stanchi, i giovani lavoratori di questa nazione sono stanchi, stanchi di un’amministrazione che davanti a famiglie con figli a carico, studenti e malati oncologici che vengono sfrattati, non fa niente; stanchi di un Governo che fa manovre di bilancio regalando soldi a pioggia all’industria bellica mentre il pane e i pomodori costano 10 euro al chilo”. “Per la prima volta siamo noi a sfrattare i potenti di questa città. Abbiamo portato una lettera di sfratto al sindaco Manfredi: a Napoli la povera gente viene cacciata dal centro perché gli affitti sono triplicati mentre lui stende tappeti rossi ai grandi privati e ai grandi fondi immobiliari. Questa città ormai deve essere solo una vetrina per i turisti”, spiega Ida Cerbone di Cau, che rilancia lo sciopero generale del 30 ottobre: “Oggi stiamo simbolicamente sfrattando il sindaco Manfredi da Palazzo San Giacomo, il 30 sfratteremo un’intera classe dirigente. La ministra Bernini dice di aver trovato le tende all’inizio del suo mandato e di aver fatto gli studentati. Sappiamo benissimo che non è vero: le stanze continuano a costare tantissimo per gli studenti, che devono continuare a essere pendolari oppure devono lavorare per mantenersi, spesso a nero. E la politica come risponde alle proteste per il caro vita? Con i decreti sicurezza. Il 30 saremo in piazza con l’Unione sindacale di base per mandare a casa tutta la classe dirigente di questo Paese”. 

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