NAPOLI. Maglia nera per l’ambiente: ULTIMA in Italia nella classifica 2026

Napoli chiude all’ultimo posto tra i capoluoghi italiani nella classifica 2026 di Ecosistema Urbano di Legambiente. Una bocciatura che fotografa le difficoltà della città su diversi fronti: dalla qualità dell’aria alla raccolta differenziata, passando per le perdite della rete idrica, la ciclabilità e le energie rinnovabili.

NAPOLI – Ultima posizione. È questo il dato che più pesa nella fotografia scattata dall’edizione 2026 di Ecosistema Urbano, il rapporto di Legambiente sulle performance ambientali dei capoluoghi italiani. Napoli si ritrova in fondo alla classifica, mentre Mantova conquista il primo posto.

Il rapporto racconta un’Italia che procede a due velocità, con differenze sempre più evidenti tra Nord e Sud. Secondo Mirko Laurenti, dell’ufficio scientifico di Legambiente e curatore del report, le città stanno provando a reagire alle emergenze ambientali, ma lo fanno senza una strategia comune. Da qui la richiesta di una programmazione nazionale capace di andare oltre i singoli territori e di coinvolgere le grandi aree urbane.

Per Napoli, però, il quadro resta particolarmente pesante. La città viene indicata tra quelle che continuano a fare i conti con livelli problematici di smog, insieme a Bologna, Genova, Milano, Padova, Palermo, Roma, Torino e Venezia.

Sul fronte dei rifiuti, la raccolta differenziata resta lontana dagli standard raggiunti da altri capoluoghi. Napoli è infatti inserita tra le grandi città che faticano a tenere il passo della media nazionale, insieme a Bari, Roma e Catania. A Palermo spetta invece il dato peggiore tra i capoluoghi disponibili, con una percentuale di raccolta differenziata di poco superiore al 20%.

Altro problema è quello della rete idrica: Napoli è tra le città che disperdono più di un terzo dell’acqua potabile immessa nella rete, insieme a Bari, Genova, Venezia, Catania, Palermo e Messina.

Non va meglio sul fronte della mobilità sostenibile dato che Napoli è tra le grandi città indicate dal rapporto per la scarsa disponibilità di spazi destinati alla ciclabilità. Una difficoltà che si aggiunge al ritardo sulle energie rinnovabili, dove il capoluogo campano viene nuovamente inserito tra le realtà che non stanno spingendo abbastanza sulla transizione energetica.

Il confronto con le altre grandi città rende ancora più evidente il ritardo. Venezia passa dal 47esimo al 31esimo posto ed è la migliore per numero di passeggeri trasportati dal trasporto pubblico locale. Firenze sale al 17esimo posto, con una raccolta differenziata al 62,7% e 288 viaggi procapite annui sul Tpl.

Migliorano anche Milano, che passa dal 57esimo al 50esimo posto, Padova, dal 39esimo al 33esimo, e Bari, dal 76esimo al 71esimo. In controtendenza Genova, che perde 14 posizioni e scende dal 40esimo al 54esimo posto, continuando a pagare i problemi legati allo smog e alle perdite della rete idrica.

Napoli, invece, resta in fondo. E il rapporto mette nero su bianco una serie di emergenze che ormai non possono più essere considerate episodi isolati: aria, acqua, rifiuti, mobilità e transizione energetica. Un quadro che riporta ancora una volta al centro il problema della qualità dei servizi e della sostenibilità ambientale del capoluogo campano.

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